Polverini manda tutti a casa ma dice che lei ci va pulita

“Ho atteso questa sera per comunicare ciò che ho già comunicato al presidente Napolitano ieri alle 18, e al presidente del Consiglio, Mario Monti, ieri alle 19,30: le mie dimissioni irrevocabili”. Così la governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha annunciato ieri sera in conferenza stampa una decisione presa da una settimana. “Arriviamo fin qui puliti, la giunta ha operato bene” ha detto, mentre accusa “un Consiglio regionale non più degno di rappresentare una regione come il Lazio”. “Li mando a casa io”. Leggi Facce da sbafo di Stefano Di Michele - Leggi La prevalenza del maiale di Alessandro Giuli
17 AGO 20
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“Ho atteso questa sera per comunicare ciò che ho già comunicato al presidente Napolitano ieri alle 18, e al presidente del Consiglio, Mario Monti, ieri alle 19,30: le mie dimissioni irrevocabili”. Così la governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha annunciato ieri sera in conferenza stampa una decisione presa da una settimana. “Arriviamo fin qui puliti, la giunta ha operato bene” ha detto, mentre accusa “un Consiglio regionale non più degno di rappresentare una regione come il Lazio”. “Li mando a casa io”. Un sistema “a due teste: da un lato la giunta, dall’altro il Consiglio che non interagisce ma condiziona” è alla base dei guai di molte regioni. “Me ne vado a testa alta e con la coscienza pulita”, ha aggiunto, dopo aver denunciato “una faida interna al Pdl” alla base delle sue dimissioni.

Tutte le autocandidature. Nel Pd che attendeva le dimissioni di Polverini fioccavano già le candidature. E le autocandidature. David Sassoli, che evidentemente s’è stufato di fare l’europarlamentare, scalpita. Anche perché la vittoria del centrosinistra, dopo gli scandali e gli scandaletti vari, appare più che probabile. Ma al Pd gli hanno fatto presente che sarebbe il terzo giornalista Rai ad andare alla regione Lazio, dopo Badaloni e Marrazzo. Ci vuole un po’ di misura: non si possono candidare solo i rappresentanti della tv di stato. Eppoi, dopo che gli ultimi due europarlamentari targati Rai, Lilli Gruber e Michele Santoro, se la sono squagliata da Bruxelles per tornare a fare il loro mestiere, non è possibile che anche il terzo si involi, dimostrando così che i seggi di Strasburgo servono soltanto a un contentino in attesa di tempi migliori.

La carta veltroniana. Nel frattempo Walter Veltroni, che non vuole abbandonare la piazza di Roma, ma intende dimostrare di avere ancora qualche influenza nella Capitale, sta accarezzando un’altra ipotesi. Cioè quella di presentare l’Obama de noantri, Jean Louis Touadì, che attualmente ha un seggio alla Camera dei deputati.

Il predestinato. Mentre velleità e ambizioni si mescolano, s’è risvegliato dal letargo l’ex presidente della provincia di Roma Enrico Gasbarra. Ex ppi in buoni rapporti anche con Nicola Zingaretti, punta anche lui alla regione. E al momento è quello che nel Partito democratico ha più chances.

I contatti segreti con Renzi. E a proposito di Pd questa storia delle primarie sta facendo impazzire tutti. Ormai i sondaggi danno Matteo Renzi a un soffio da Pier Luigi Bersani e il gruppo dirigente del Pd è seriamente preoccupato. Per come si sono messe le cose, a questo punto anche se vincesse Bersani dovrebbe fare piazza pulita di tanti volti arcinoti. Alcuni non verranno nemmeno candidati, altri, che già si vedono seduti alla scrivania di un ministero, finiranno sì in Parlamento ma lì si fermeranno. I parlamentari del Pd sono talmente preoccupati che in massa, benché riservatamente, hanno cercato di contattare Renzi. C’è chi ci è riuscito e chi no, ma il sindaco di Firenze non sembra intenzionato a imbarcarsi chi ha più di quindici anni di Parlamento alle spalle.
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